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giovedì 7 aprile 2011

Fabiola De Clerq con il PDL?


Lo so che NON E' VERO. Non ci credo, non ci credo e NON CI CREDO.
Credo che nessuno, quanto Fabiola De Clerq, sia cosciente di quanto la cultura berlusconiana abbia nutrito, e NUTRA sempre di più, con il suo fertile humus di vuoto esistenziale e capovolgimento di valori, i disturbi alimentari in tutta la loro variegata manifestazione.
Di questo, proprio lei molto ci ha fatto capire e ci ha insegnato. 
Eppure, ora ha consentito di essere messa fra i nomi di una lista a sostegno del Sindaco Moratti: cioè del partito berlusconiano a Milano.
Qualcuno mi ha detto: "è stato un atto di autodifesa, troppe le difficoltà della struttura, che rischiava di chiudere". 
Ok: chiunque capisca qualcosa di politica sa che certe strutture, SE NON accettano certi ricatti, muoiono - e l'Aba se l'è cavata per troppi anni da sola, fra mille difficoltà economiche.
Chi conosce il lavoro dell'Aba sa che una simile "adesione" non è a un partito né a dei valori, ma non può essere che un atto opportunistico dettato da gravi necessità.
Ma non solo questa spiegazione non mi basta: penso seriamente che, PROPRIO per questo, sarebbe necessario dire NO, e denunciare a gran voce la mancanza di sostegno da parte delle istituzioni.
Mi dispiace così tanto Fabiola... questa notizia è una sconfitta per tutti, tranne che per il Partito della Menzogna.
Mi sento sconfitta, enormemente dispiaciuta e sola, e non sono l'unica a sentirsi così.

Fa male al cuore, troppo male al cuore, vedere il suo nome accanto a gente come la Vanoni e compagnia bella, nell'avvilente commedia che è la vita politica di questo triste Paese.

L'ITALIA E' IN CROCE; e noi con lei. 
Se passate da Milano, vi invito tutti a un pellegrinaggio a questa installazione di Gaetano Pesce; bella, triste, veritiera.

mercoledì 20 ottobre 2010

Conoscete queste 3 ragazze?

Guardatele bene..

si chiamano Donia, Alice e Giulia: sono le tre ragazze che, dopo aver riconosciuto, affrontato e curato il proprio disturbo alimentare, hanno prestato il loro volto alla campagna ABA contro la bulimia/anoressia.
Oggi, a esattamente 20 anni dalla prima uscita, è uscita la nuova edizione, aggiornata, di "Tutto il pane del mondo", il libro autobiografico scritto da Fabiola de Clerq, che raccontava vent'anni di schiavitù ai disturbi alimentari. Dopo l'uscita del libro, Fabiola fu sommersa di lettere di ragazze e donne che, grazie a questo libro, avevano scoperto di non essere sole: di non essere mostri vittime di un'inspiegabile follia, ma donne sensibili alle prese con i grovigli di un'emotività inespressa. Da questo grido d'aiuto collettivo, di persone che scrivevano per chiedere vicinanza, affetto, consigli, è nata l'ABA, la prima struttura che in Italia ha affrontato queste sindromi, aprendo anche a una nuova concezione della terapia: non medicalizzata, ma basata sull'ascolto e sulla cura delle relazioni.