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giovedì 17 maggio 2012

Tutti conosciamo una Sara

La conoscete? Si, tutti conosciamo una Sara.. Sara che conduce una doppia vita: quella alla luce del sole, dove recita la parte della brava ragazza, "solare", diligente e apparentemente senza problemi. E quella segreta fatta di costrizioni, di autodisciplina e di regole ferree per imporre alla sua anima l'indipendenza dalle emozioni; al suo corpo un'irraggiungibile sottigliezza. Inizialmente nessuno pare farci caso, dai genitori alle amiche del cuore nessuno si accorge di niente. Sara è sempre in compagnia di una bottiglietta d'acqua; Sara si chiude e camuffa ogni cosa di sè: i digiuni forzati, gli esercizi e le corse fino allo sfinimento, i pranzi e le cene gettati nell'immondizia. 
E.. la "camera dei segreti", dove agire indisturbata. Mentre dimagrisce Sara si sente sempre più forte, potente, invincibile. Finché sviene durante una gita scolastica. 


Finché i mostri covati nell'anima vengono allo scoperto.
Tutti conosciamo una Sara, ma molti non sanno di conoscerla. Tutti abbiamo accanto i suoi mostri, ma molti non ne sanno niente. QUI potranno saperne qualcosa di più.

martedì 15 novembre 2011

Dead drop anzi, death drops

Ehi, come state? Stasera vorrei sottoporvi una pubblicità: la campagna della Dead Drop (sfigata marca britannica in cerca di celebrità), che gronda veleno come molte altre: diciamo pure come la quasi totalità delle passerelle che vengono tranquillamente osannate senza battere ciglio. La novità è che, questa volta, è stata saggiamente stroncata come "socialmente irresponsabile".
La replica dell'azienda: "le accuse dell'Asa sono irragionevoli: la modella è in forma e ha una dimensione standard del fisico". Morale: non si tratta semplicemente di idioti, ma di gente veramente di merda, altre definizioni non ce ne sono. Oltre a censurarne la pubblicità questa marca andrebbe decisamente boicottata; né più né meno come quella di quegli altri delinquenti che si sono recentemente pubblicizzati con foto di bambine agghindate per pedofili. Senza se e senza ma, punto.

lunedì 11 aprile 2011

Blogging is good for you: il valore terapeutico del blogging

Questo articolo dello "Scientific American", anche se non è di oggi, dice qualcosa non solo di molto importante, ma anche di sempre più attuale.
Ve lo segnalo in relazione a quanto già detto nel post sulla vergognosa iniziativa di Vogue, che mira a "combattere l'anoressia" non solo assolvendo tutto il Fashion System dalle proprie orribili responsabilità; ma (quel che è peggio) invocando una NUOVA LEGGE PER CENSURARE i contenuti del web.
Ora, venendo all'argomento in sè, "gli scienziati affermano che la diffusione della blogosfera potrebbe essere legata alla necessità di automedicazione e si sono ripromessi nuovi studi per capire le basi neurologiche implicate. L’atto di scrivere attiva una serie di reazioni neurologiche che sono perlopiù ancora sconosciute nei loro meccanismi. Il blogging quindi può dare spazio all’espressione della propria psiche nel rivelare le nostre interiorità ed a migliorare il nostro benessere psicosomatico, in particolare nelle condizioni di sofferenza che coinvolgono l’intera persona" (come scrive sul tema Innernet).
Ricordatevi però che se qualcosa può innescare interazioni neurologiche, se usata in un certo modo lo può fare in positivo, usata diversamente può seriamente innescarne ANCHE in negativo. La proposta è che ciascuna si faccia un bel ripensamento su come usare il proprio blog, chiedendosi cosa vuole ottenere davvero.. espressione, comunicazione con altri, autoaffermazione, crescita... o infelicità incolmabile, nebbia che si taglia col coltello, desolazione da sfigati.