sabato 8 gennaio 2011

Non posso dimenticare! non posso dimenticare, ma non ricordo cosa

Girando per i vostri post di inizio anno qua e là ho sentito soffi leggeri, come l'inizio di un vento che gonfia un tessuto con un fremito, anche se ancora non lo fa volare.... Propositi di cambiamenti, semi che cercano di fare radici: portati lì dal vento, e già temono di essere spazzati via da un vento contrario, prima ancora che una goccia di pioggia li unisca alla terra.
Un giro fra tanti, tanti blog, che non ho nemmeno commentanto, tanto NON E' ME CHE VOGLIONO ASCOLTARE! ma a cui vorrei tanto dire qualcosa... fino a Musidora, Aisling, e poi Allison K.: ecco, è quando sono arrivata da Allison che i suoi propositi, le sue speranze, che cozzavano con quei suoi falsi desideri (il numero 38 accanto a un cuoricino!) hanno fatto emergere in me questa canzone che vi lascio, e che dice: NON POSSO DIMENTICARE, MA NON RICORDO COSA.
E ho capito che era questo che volevo dirvi: è proprio questo che vi succede, davvero, provate a pensarci.
Allison, non sono i vestiti che ti salveranno; non è la magrezza: è la Bellezza. E' questa, la cosa che stai cercando ovunque, e che questi "sogni" ti ricordano.. ma li continui a sognare perché lei, la Bellezza, che è la verità della vera te stessa, è il filo d'oro che da dentro di noi ci collega al mondo, quello che solo ci consente di perdonare, di lasciare andare.. di tornare ad essere noi.
Lei ti insegue ovunque, la nostalgia di lei ti consuma dentro: non la potrai mai dimenticare.
Ma NON RIESCI a ricordare COSA sia davvero. Non riesci, non riesci, e non ci potrai riuscire se continui a guardare, con occhi di vetro, delle maschere che si spacciano per lei, e a spostare su di esse i tuoi desideri.
Perché le cose si avverino devono essere desiderate, volute, è così che si CREA la loro realtà; ma è necessario, indispensabile, che la nostra volontà individui l'obiettivo giusto: altrimenti lavora a vuoto, su ectoplasmi che fanno solo dilapidare energie.
In fondo è sempre QUESTO, che cerco di dirvi con ogni mio post..
vi ricordate quello sui bambini di Hammelin? e quello sulla Regina della Neve? Andate a leggerli, vi prego.. anche se credete di conoscere già quelle storie: servono a ricordare.
Ragazze, è sempre questo che vorrei dirvi: dovete ricordare qualcosa! Mentre si è immersi in questo oblìo sembrano parole vuote, lo so.. ma ricordare si può; avete presente quando aggrappandosi a un brandello di sogno, e concentrandosi bene, ancora tutte avvoltolate nelle coperte, pian piano si ricompone il quadro, finché dalla memoria riemerge il sogno che sembrava perduto per sempre?
Ecco, è così.. bisogna sforzarsi, crederci, concentrarsi, cercare dentro di sè, e poi i ricordi affiorano, e disegnano LA STRADA su cui si può cominciare a camminare al sicuro. That's it.
E non so come dirvelo meglio... E ora buon anno! con tutto il mio cuore.

Sono caduto giù dal letto ero già pronto per la battaglia
ho fumato una sigaretta, ho tirato fuori (tutto) il mio coraggio
e ho detto (solo) questo: “non posso essere io”...
deve essere un mio sosia
e non posso dimenticare, non posso dimenticare! non posso dimenticare, ma non ricordo cosa
Sto divorando la strada, sono diretto a Phoenix
ho questo vecchio indirizzo di qualcuno che conoscevo
era grande, elegante e libero... ah, avresti dovuto vederci
e non posso dimenticare, non posso dimenticare... non posso dimenticare, ma non ricordo chi
Sarò là domani, con un grande mazzo di cactus
ho questa trivella che scava nei miei ricordi e prometto, faccio il segno della croce, non ci cattureranno mai..
ma se lo faranno, digli solo che lui ero io
Oh si, ti ho amato per tutta la mia vita ed è così che voglio che finisca
l’estate è quasi finita, l’inverno sta arrivando
sì, l’estate è quasi finita ma molte cose continueranno in eterno
e non posso dimenticare, non posso dimenticare! non posso dimenticare, ma non ricordo cosa
Sono caduto giù dal letto ero già pronto per la battaglia
(..) e ho detto (solo) questo: “non posso essere io” deve essere il mio sosia
e non posso dimenticare, non posso dimenticare,
NON POSSO DIMENTICARE, MA NON RICORDO COSA”.


Vi prego: cercate di ricordare.
E' qualcosa che non si dimentica, è sempre dentro di voi: siete voi stesse, tornate da voi; è tutto lì il segreto.


QUI trovate il testo in inglese.

venerdì 31 dicembre 2010

Una morte annunciata: attesa nell'omertà, accolta nello stesso modo.

Sapete tutte della brutta notizia con cui si è chiuso l'anno. Volevo tanto fare un post, ma nello stesso tempo non ne avevo voglia. Mi è venuta in soccorso una nota che mi è stata segnalata da una mia amica nemmeno un'ora fa: scritta su fb da Fabiola De Clerq. Preferisco lasciar parlare lei:

"Isabelle non aveva nessuna percezione della gravità del suo stato. Si trattava tra le altre cose di una campagna che pubblicizzava dei jeans molto stretti! C'è anoressia e anoressia, bulimia e bulimia, anoressia e bulimia insieme! L'anoressia non è una diagnosi di struttura ma un fenomeno. La diagnosi che è sotto questo fenomeno si compie in altri modi. Nevrosi, disturbo borderline, psicosi. Questo può 'dare' un'anoressia con una struttura nevrotica del soggetto, lo stesso con una struttura borderline, e ancora, con una struttura psicotica. Sono ancora nomi ma fa la differenza per l'orientamento della cura: direi che è essenziale, anche se è spesso dimenticato. Tuttavia questo significa una sola cosa: sofferenza e nient'altro. Cambiano i nomi, la sofferenza è l'unica che parla. Parla senza le parole, parla con il corpo, fino a morirne, nel 5% al 20% dei casi. Fare chiarezza su questo argomento che tocca oltre 3.000.000 (tre milioni!) di donne e ora anche uomini, bambine e bambini è impossibile. Nessuno vuole sapere, sono argomenti che apparentemente, per preconcetti e cultura di questo paese, non fanno audience! E questo ancora non è vero. Quando la televisione lo permette, quando esiste un contenitore adeguato, le mie apparizioni promuovono uno share del 15%. Chi sono le persone che ascoltano in quei momenti? Ops, ma i contenitori quasi non ci sono più! La politica di questo paese non lo permette più. Bisogna ipnotizzare gli utenti e tutti ne conosciamo la ragione.
Ai tre milioni di persone sofferenti bisogna aggiungere l'indotto famigliare... (Moltiplicare per tre?) Nessuno vuole sapere, saperne. Non riguarda nessuno a meno che... succeda in casa. Omertà, ancora omertà. Ci vuole il morto perché per qualche ora se ne parli. Ieri sera 23 telegiornali francesi hanno dato la notizia in apertura. Non perché Isabella era francese. E' sta una notizia importante perché questa povera ragazza che ho conosciuto, incarnava, paradossalmente perché di carne non si poteva parlare, la priorità di un disagio, troppo diffuso, del vivere contemporaneo in tutto il mondo. Molto più della tossicodipendenza! Anoressie e bulimie alle quali oggi si aggiungono altre dipendenze, da alcol e droghe ritenute ottime per dimagrire (e non è vero!). Una dittatura dell'immagine da una parte che si incastra a una percezione del proprio valore pari a zero. "Perché io valgo" è straordinariamente preciso. Le donne pensano ancora di non valere niente sopratutto quando hanno subito traumi come lutti, abbandoni, maltrattamenti e abusi. Ma del dolore che non può essere 'scannerizzato', visibile con la risonanza magnetica e quindi curato, non può parlare altrimenti il soggetto viene emarginato. Eppure nell'88% dei casi, si guarisce.
Non da soli, s'intende...
" (Fabiola De Clerq, 30/12/2010).

Una sola cosa vorrei sottolineare, di quanto scritto sopra: "Isabelle non aveva nessuna percezione della gravità del suo stato". Strano, eh..? ma vero, secondo me. L'altra cosa che penso, profondamente, è che se è vero che non si guarisce "da soli" (perché ci vuole sempre la capacità di chiedere aiuto), allo stesso modo, di queste malattie forse "da soli" nemmeno si muore: stilisti e imbonitori da tv, ciarlatani di ogni genere che lucrano sulla vanità e sulle debolezze umane danno sempre un bell'aiutino.
Sul problema dell'omertà.. chi ha orecchie per intendere intenda

giovedì 23 dicembre 2010

Vi dice niente?

Al minuto 2.02 di questo video si legge la frase, tratta dal libro citato nella descrizione:
"Il muro non è dove tu credi. Tu sei insensibile verso te stessa: con le tue mani ti sei distrutta. Il muro è dentro di te; sei tu che lo hai eretto con le tue mani e ti ci sei nascosta di fronte all'Amore. Puoi riparare solo dando agli altri: non vi è altro modo. E' questo il solo modo in cui ti puoi aiutare".
...vi dice niente?

Che vi dica o meno qualcosa... comunque vi rimando qui, a leggere questa lettera per voi.

domenica 12 dicembre 2010

Fatevi un regalo

Volevo parlarvi di tante cose.. ma non ho tempo.
Vorrei sapere come state.. ma non ho ancora avuto tempo nemmeno di fare un giro per i blog... in attesa di farlo vorrei chiedervi: dai.. perché con la scusa del Natale non vi fate un regalo? ma un regalo vero, però; non il solito obiettivo di 2, 5, 7, 10 chili in meno: offritevi un incontro con qualcuno che VI CAPIRA', vi ascolterà, custodirà i vostri segreti, vi offrirà un consiglio volendovi bene; più di quanto ve ne state volendo voi. Io comincio col mettervi al corrente degli appuntamenti che un po' in tutta Italia sta organizzando l'Aba.. la conoscete? l'associazione bulimia/anoressia.
1. un incontro gratuito con lo psicologo
Se abitate vicino a una queste città: Ancona, Cosenza, Firenze, Genova, Milano, Salerno, Torino, Venezia, allo spazio accoglienza Aba potete avere un incontro gratuito con uno psicologo specializzato, senza prendere appuntamento: basta verificare sul sito in che giorno del mese si riceve nella vostra zona. Dai, cosa avete da perdere? davvero nulla; qualcosa da scoprire invece si.

2. mercoledì dell’ABA
Ma se siete interessate anche a conferenze, e dunque incontri meno personali, ma forse altrettanto utili ad affrontare le vostre paure.. e siete a Milano, ogni ultimo mercoledì del mese l'Aba organizza un incontro che cerca di offrire risposte sul tema delle più svariate paure che spesso invadono il mondo interiore. Dopodomani, 15 dicembre; h. 21.00, il tema è: Farfalla o scarafaggio? la paura della metamorfosi nell'adolescenza. L'argomento di questo incontro è presentato così: "L’adolescenza racchiude al suo cuore una delle fasi più complesse e rivoluzionarie della vita umana; un momento in cui la repentina trasformazione del corpo spinge a confrontarsi, in modo a volte prematuro o traumatico, con la propria identità sessuale. Il rapporto che si instaura con lo specchio può restituire un’immagine riflessa del corpo che dà effetti di estraniazione e profonda angoscia".
La farfalla è GIA' in voi.. fatevi un regalo: imparate a cercarla.

PS • ma dai!!!! che carino!! ho aperto la posta e ho visto che Ed (che ringrazio di cuorissimo!!) mi ha mandato una greeting card, così carina che la voglio condividere con voi!... CLICCATE SU QUESTO LINK e guardatela.. ve la ri/dedico con tutto il cuore!

domenica 14 novembre 2010

Parlo a VOI TUTTE, rivelandovi una conversazione privata con Mommy's little monstre (ex-Persefone)

Spero che leggerete attentamente le cose che seguono, scritte da Persefone. Come vedete, la conversazione risale a molti mesi fa. Perché non ne ho parlato prima? ..non so, ma certo ora mi si presenta una occasione particolare per farlo (che sarà oggetto di un post successivo).
In una mail Persefone aveva sottolineato che, postando argomenti NON autolesionisti o vittimisti, ma COSTRUTTIVI: cioè volti ad "altri" pensieri, a pensieri che non ruotassero quasi esclusivamente sulle ossessioni (o sul cibo) quasi nessuna la degnava più di attenzione... Ed è questo, appunto, che mi fa pensare. E soprattutto vorrei sapere VOI, cosa ne pensate.
Se questo post passerà nel silenzio, senza che questa riflessione venga vitalizzata dai VOSTRI commenti, concluderò cose diverse da quelle che penserei se invece si levasse un dibattito.
E vi chiedo di parlarne, QUI e oggi, perché ho visto che sta sorgendo qualcosa di nuovo, che vi vorrei proporre... ma anche alla luce di quello che mi risponderete.

11 APRILE • DA PERSEFONE A MARI
Ciao Mari,
Sono Mommy's Little Monster (o Persefone). Ci ho messo un po' a decidermi a scriverti, me ne rendo conto. In parte è solo per ragioni pratiche, perchè ho davvero poco tempo recentemente e in parte non sapevo nemmeno troppo bene cosa dirti.Innanzitutto vorrei sapere come stai tu, dato che mi pare che raramente ti venga chiesto. Ti prodighi anche troppo per il prossimo, è brutto che io lo dica ma non sono riuscita a tenerlo per me. Io sto bene, non preoccuparti.
Ho chiuso quel maledetto blog perchè mi aveva stufato; era sterile e c'era quel clima di pianto collettivo, di perenne autoindulgenza che diventa asfittico.
Voglio dirti una cosa. Ho appena aperto un altro blog e sono già tra i tuoi sostenitori con lo stesso nick che trovi in questa mail e che poi è appunto il mio nome vero. Questo blog infatti vuole essere vero, quindi dico solo a te che mLm è XXX (lo sa anche YYY, con lui è già un po' che parlo).
ZZZ potrebbe arrivarci, ma spero non lo faccia perchè non mi piace proprio.
Si sa che non sono capace a tacere (eh si sono cattiva, ma le mezze parole non mi piacciono e quindi tendo ad essere dura).
Sei invitata a passare quando vuoi, sempre che ti faccia piacere..... e comunque così potrò riprendere i contatti con te e conoscerti un po' meglio. Solo Mari. Ovviamente puoi dire che ti ho scritto, dire quello che preferisci, anche insultarmi. Baci. XXX

16 MAGGIO • DA PERSEFONE A MARI
Ciao Mari,
scusami ma ero senza internet e presa da un po' di cose, però ero riuscita a stamparmi la tua mail per leggerla in tranquillità. Allora cara Mari, il mio (vecchio) blog non è reperibile perchè ho eliminato tutto l'account (mail+blog etc) ma devo dirti la verità: anche se fosse ripescabile non me la sentirei più di spendere una parola su certi argomenti. Rispetto le persone che stanno male e in ragione di questo mi rifiuto di "reggere il moccolo" ad un branco di donnette frustrate che, se ci tengono tanto a fare le malate, beh, lo facciano. MI rendo conto di essere cattiva, ma credimi, è solo quello che penso.
Senza internet, senza una famiglia accanto, senza soldi per mangiare o comprarsi tanti bei vestitini taglia 36 sono certa che a nessuna di queste sarebbe saltato un giorno il grillo del non mangiare.
Immagino sia valso anche per me, chiaramente non mi reputo migliore di altri. La differenza è che l'ho sempre saputo e mi sono odiata per aver indugiato deliberatamente in qualcosa di tanto superficiale.
Di te ho veramente una stima immensa; sei la ragazza buona che non conosce parole cattive, quella che tutti vorremmo come amica e ti capirò se ti sentirai di condannare la mia cattiveria o il mio cinismo.
Non voglio convincere nessuno delle cose in cui credo, non voglio che tu abbia la mia visione delle cose, anzi. Desidero solo che tu la comprenda e so che lo farai.
Io NON posso fare niente per una donna di 30 anni che si mette ad esaltare l'anoressia e che nella sua vita ormai ha l'unica certezza del non-cibo e di questo mondo virtuale (che spesso è un crocevia di spostati) con cui darsi consigli e invogliarsi alla psicosi collettiva. Veramente.
Il problema sono loro stesse, non i media, non le famiglie, non i loro uomini, Loro, persone deboli che hanno bisogno di sentirsi speciali e che hanno scelto un metodo veramente triste per farsi notare. Forse dar loro importanza equivale a incentivare i loro comportamenti. Così. Ecco, io non dirò nulla ma ti lascio libera di mettere questa mail nel tuo blog, anche per insultarmi. Magari servirà lo stesso a scuotere qualche coscienza, sarei già contenta. Baci. XXX

DA MARI A PERSEFONE:
Qui.. vi risparmio il testo letterale e completo.. ma a questo punto, invece, ho invitato XXX a mettersi in pista, con il suo nuovo blog, per RI/ENTRARE nell'argomento (che lei stessa ammette di aver vissuto con le stesse modalità che ora criticava), per mostrare adesso come stava lottando per uscirne, e come, interessandosi ai problemi del mondo, TUTTE CE LA POSSONO FARE. Queste sono state le sue risposte:

24 MAGGIO • DA PERSEFONE A MARI
no, non mi hai spaventata. Stavo riflettendo sul da farsi. Ti avrei scritto oggi o domani (sono in sessione di laurea, quasi) condivido il tuo spirito, ma non riesco ad essere tanto empatica, sono molto limitata probabilmente. Ho fatto un giro nei blog che seguivo prima, per vedere se sono poi così convinta.
e si
lo sono.
io non ho nulla da dire in questo ambito che non abbia detto già. Tu hai scelto di votarti a questa causa perchè è quello che trovi giusto fare. Io ora ho scelto altro, questa rimane solo una lunga e vergognosa parentesi della mia vita sulla quale ho detto veramente troppo.
Spero tu possa capire e perdonarmi.
XXX.

9 GIUGNO • DA PERSEFONE A MARI
PUOI pubblicare tutto quel che ti ho scritto, tacendo il mio vero nome e il mio attuale blog perchè davvero sono cose che devo cancellare e perchè se qualcuna volesse rompermi le palle non sarei in grado di fare discorsi costruttivi.. sono un po' così a sangue caldo.. quindi per il bene di tutti usa pure il vecchio persefone o mommy'slittle monster e aggiungici del tuo.

FINE.
E POI NON L'HO PIU' SENTITA. Anche il suo nuovo blog, e la sua mail, sono spariti, puf! nel nulla. Io spero lo stesso che lei sia ancora qui.. che ogni tanto passi nel silenzio a farmi un saluto. E approfitto di quest'ultima occasione per dirle quello che non posso (più) dirle in privato, e che è rivolto anche a voi.

CARA PERSEFONE,
di cosa dovrei perdonarti... semmai posso solo ringraziarti. E come mi sarebbe mai possibile "insultarti"? (senza parlare di quanto amore e affetto ho sentito nelle tue parole, per me, intanto! e non solo per me).
Ti ricordi una delle tue prime risposte.. non ricordo se a un mio post, o a un mio commento.. dicesti che a te "l'amore", o parlare dell'amore, o di quanto possa venire in aiuto l'amore.. ti faceva "SOLO VENIRE I NERVI"...
Eppure proprio l'amore è quella roba che ho visto scuoterti come un terremoto - nel tuo caso per gli animali, ma si sa... non importa dove sboccia e come sboccia; se l'amore interviene, magari all'inizio è un po' settario, ma trova la strada per espandersi.
Riguardo alle tue parole così dure, sappiamo tutte e due che tante ragazze sviluppano un'infelicità tremenda, che si esprime con i DCA, anche fra quelle che hanno ragioni reali per soffrire.. e MOLTISSIME (e se ne parla troppo poco!) precisamente a causa di ABUSI SESSUALI.
E poi c'è tantissima pressione da parte dei media, dei modelli ossessivi eccetera.. Quindi sappiamo che la "colpa" non è "loro".. Ma certo, è vero che c'è una forma di complicità che tiene tutte legate a queste ragioni e succubi alle loro conseguenze, e che è parte stessa della malattia.
Una specie di sindrome di Stoccolma che tiene legati alla sindrome.
Questa complicità, ammettiamolo, assegna a tutte una certa responsabilità.
Qualcosa si può fare: anzi moltissimo. Continuare a dire solo l'impotenza è sbagliato, e tante qui hanno già dimostrato che questo è vero.
A partire da Chiara, che è una meravigliosa stella per tutte, qui.
Allora forse la domanda più tragica e surreale da fare, qui, non è tanto "ma quanto è difficile uscirne?" .."Cosa si può fare davvero?".. Ma:
PERCHE' VOGLIAMO PER NOI STESSI DELLE COSE ORRIBILI?
Infatti la prima causa di ciò che avviene è la nostra volontà, ed è provato che, in una sorta di delirio di massa, sempre più gente sogna e desidera cose orribili; e dunque tali cose orribili avvengono, perché, nel bene o nel male, ciò che si chiede si ottiene..

Vogliamo parlarne?

Scusate il post lunghissimo.. spero ne varrà la pena.

E questo è un interessante contributo di Veggie:

giovedì 11 novembre 2010

Scrive Blondie: sapete...

.."sapete, in questi ultimi giorni la mia città è stata alluvionata, e forse avrete anche visto in tv: e girare qui attorno, nel silenzio più totale, con il solo rumore delle pompe spurgatrici e vedere gli occhi della gente tristi, quasi non avessero più un anima. e boh, non lo so, in quei momenti in cui tutti si riunivano per trovare un sostegno, per pulire per far riaffiorare la nostra città, mi è sembrato di essere stata guardata dritta negli occhi: la gente guardava la mia anima non la mia persona. le persone comunicavano con l'anima attraverso gli occhi. le persone non guardavano la mia persona ma i miei occhi, dentro nel profondo dei miei occhi, e mi sono sentita come libera. e anche se il dolore rimane forte per quello che è qui successo, so che tutto tornerà alla normalità: l'ho letto negli occhi di quelle persone".

Carissima Blondie, nei momenti in cui la gente deve affrontare un dolore vero, profondo e terribile, a volte guariscono le malattie che hanno attecchito dove c'era tutto lo spazio per la gioia, e non glielo abbiamo dato.
Tieni stretto, e caro, questo momento di difficoltà collettiva, perché è in questi momenti che sale in superficie qualcosa che può salvare, perché se - invece della paura (che pure può avere la meglio) prevale la solidarietà, si risveglia qualcosa di prezioso e profondamente sacro, è inutile che ti spieghi cos'è - lo stai sperimentando da sola, no?

E ora.. due eventi a caso fra quelli degli ultimi giorni... a chi passa di qui cercare i nessi e trovare ispirazioni.


mercoledì 20 ottobre 2010

Conoscete queste 3 ragazze?

Guardatele bene..

si chiamano Donia, Alice e Giulia: sono le tre ragazze che, dopo aver riconosciuto, affrontato e curato il proprio disturbo alimentare, hanno prestato il loro volto alla campagna ABA contro la bulimia/anoressia.
Oggi, a esattamente 20 anni dalla prima uscita, è uscita la nuova edizione, aggiornata, di "Tutto il pane del mondo", il libro autobiografico scritto da Fabiola de Clerq, che raccontava vent'anni di schiavitù ai disturbi alimentari. Dopo l'uscita del libro, Fabiola fu sommersa di lettere di ragazze e donne che, grazie a questo libro, avevano scoperto di non essere sole: di non essere mostri vittime di un'inspiegabile follia, ma donne sensibili alle prese con i grovigli di un'emotività inespressa. Da questo grido d'aiuto collettivo, di persone che scrivevano per chiedere vicinanza, affetto, consigli, è nata l'ABA, la prima struttura che in Italia ha affrontato queste sindromi, aprendo anche a una nuova concezione della terapia: non medicalizzata, ma basata sull'ascolto e sulla cura delle relazioni.