martedì 3 gennaio 2012

Rito magico del 2012

Ormai sono passati più di 2 anni dal post in cui vi proponevo un RITUALE MAGICO.. ve lo ricordate? Vi  posto - e riposto :-) il LINK così potete facilmente ritrovarlo; è sempre valido! quello è un rituale potente che non bisogna sottovalutare e a cui, in molti casi, è sempre utile ricorrere.
Ora.. vi propongo un altro rito di guarigione e dunque di gioia, perché la gioia è conseguenza diretta di ogni guarigione. Ve lo propongo perché di guarire abbiamo tutti bisogno: si guarisce (oppure ci si ammala) ogni giorno, perciò bisogna imparare a scegliere, e impegnarsi attivamente per portare nella propria vita le energie giuste e (anche) da lì effonderle intorno.
Per prima cosa, ricordatevi che qualunque azione di guarigione e/o di cambiamento è sempre favorita e potenziata, e dunque più efficace, se viene iniziata/intrapresa a un CAMBIO DI LUNA. E con ciò mi riferisco anche alle normalissime cure con le più banali medicine, oppure agli sforzi di effettuare un cambiamento necessario ma difficile: ad esempio smettere di fumare.
Il prossimo cambio di fase è fra una settimana: esattamente lunedi 9 gennaio, alle h. 8,32 del mattino: ora in cui entreremo in un perfetto plenilunio.
Abbiamo dunque tutto il tempo di prepararci bene, mentalmente e fisicamente, per dare la massima efficacia al nostro rito di cambiamento.
Il rito che vi propongo è il più semplice e il più efficace, ma richiede di conoscerne i presupposti: NON importa, poi, se non ci credete.
Potete sempre fare un esperimento e vedere a quali conseguenze vi porterà; per un paio di settimane, ad esempio; fino alla fine del mese di gennaio, che ne dite?
Le cose da tenere presenti sono elencate in queste premesse:
1. Il pensiero è energia elettromagnetica: un elettroencefalogramma altro non è, ad esempio, che un'immagine dell' "attività elettrica" del cervello realizzata tramite la rappresentazione delle onde cerebrali stesse, le cui frequenze variano da 0,1 hertz (delle più lente onde Delta del sonno profondo) ai 42 hertz (la frequenza più elevata delle onde Gamma, emesse in stati di particolare tensione).
E cos'è, che produce simili onde? il nostro tipo di coscienza e pensieri: ogni pensiero o emozione emette infatti una sua propria frequenza, con la quale si diffonde dalla nostra mente nel mondo.
2.  Ma questo non è un fatto astratto, e tantomeno è un fatto solo "privato": se diamo credito alla scienza che (a partire dall' "effetto farfalla") oggi attribuisce grande importanza alle minime variazioni, inizieremo a renderci conto che ogni nostro pensiero, oltre a cambiare noi stessi, si riflette nel mondo e lo cambia per sempre.
3. L'acqua è un elemento unico, solo apparentemente frammentato nelle miriadi di forme in cui lo vediamo diviso. Dalle gocce del nostro sudore o della pioggia, ai mari ai fiumi, dal vapore alla forma liquida, al ghiaccio: tutte queste differenze sono solo illusioni. Nel momento in cui una goccia ricade nel mare ci rendiamo conto che essa è parte di tutta l'acqua della terra, lo è sempre stata. L'elemento acqua è una "sfera" che rappresenta un'entità unica; proprio come lo è l'aria, ossia l'atmosfera. E noi siamo fatti in grandissima pecentuale di acqua (circa il 70%), e non possiamo vivere senza l'aria. Il "prana" (il soffio vitale che permea ogni cosa) è un solo elemento che attraversa, indifferentemente, ogni essere vivente. Secondo osservazioni ripetute da Masaru Emoto lungo l'arco di 20 anni, l'energia dei pensieri, delle emozioni, della musica, delle immagini, imprime il proprio carattere alle molecole d'acqua e ne modifica il modo di cristallizzarsi.
4. Le tradizioni magiche hanno sempre considerato il pensiero la matrice stessa di ogni evento nel mondo. Attribuiscono inoltre a tutti gli elementi naturali una propria vitalità sostenuta dagli elementali, creature spirituali che possono venire "informate" dai nostri pensieri e portarne attraverso il mondo i messaggi. Quelli inconsapevoli, magari carichi di distruttività; oppure quelli riparatori e amorevoli che, scientemente, possiamo decidere di affidare ai 4 elementi dell'acqua, dell'aria, della terra e del fuoco.
E ora vediamo cosa fare:
Se tutto quello che c'è nella vostra vita vi piace e vi soddisfa non dovete fare altro che continuare esattamente a fare quello che state facendo. Se invece appartenete alla vasta categoria delle persone che sono scontente: se vi sentite in trappola, se vi odiate, se avete paura, se non vedete prospettive, se temete il futuro ecc.. cosa vi costa provare?
1. In questa settimana iniziate a predisporre la vostra mente all'idea di un cambiamento: di un grande, positivo cambiamento che porterà nella vostra vita un rinnovamento totale; iniziate a crederci.
2. Introducete nelle vostre abitudini alcuni gesti che dovrete ripetere ogni giorno, fino a farli diventare parte dei vostri rituali igienici quotidiani (ad esempio lavare i denti ogni mattina e ogni sera). E i gesti sono precisamente questi:
• ogni volta che dell'acqua scorrerà fra le vostre dita, o su di voi: ringraziatela. Come si ringrazia una persona che vi sta offrendo una cosa preziosa;
• ogni volta che vi lavate, specie quando fate una doccia o un bagno, chiedete all'acqua di portare via, insieme allo sporco, anche i vostri pensieri più tristi; le insicurezze, le paure, i rancori: esattamente come se l'acqua potesse lavare anche quelle. Ringraziando l'acqua ricordatevi anche di scusarvi per il carico di sporcizia (fisico e mentale) che le affidate;
• diventate coscienti dell'aria che respirate, e ogni tanto ringraziatela;
• abolite ogni pensiero insultante: contro chiunque. A cosa serve? Voi pensate che serva a "sfogarvi"; ma non è vero: serve solo a disorganizzare le cellule d'acqua del VOSTRO corpo, a creare caos dentro di voi, ad attirare su di voi una spessa melma che vi rallenta e vi ostacola; figurarsi poi se la persona che disapprovate, e a cui ne dite di tutti i colori, siete voi stessi!
• più di ogni cosa, astenetevi da ogni pensiero cattivo verso il cibo: ogni volta che potete, ogni volta che la vostra relazione con il cibo non vi vede in preda a un raptus.. qualunque sia il cibo che portate alla bocca: ringraziatelo e benedicetelo;
• esercitate l'indulgenza: prima di tutto verso VOI STESSI. Per qualche istante, guardatevi negli occhi allo specchio, ogni mattina e ogni sera, senza giudicare, senza fare smorfie o tirare accidenti: ma con sguardo affettuoso, compassionevole, complice. Guardate a voi stessi come a qualcuno che ha bisogno di voi, della vostra approvazione: con partecipazione e tenerezza. La stessa cosa cercate di fare con gli altri.. o almeno di astenervi da ogni astio: cercate di fare piazza pulita delle vostre idee preconcette: cercate di visualizzare le loro debolezze (che sono come le vostre); la loro solitudine, al di là delle apparenze; cercate di rinunciare alla paura o all'invidia verso di loro;
• ogni sera, prima di addormentarvi, anche se credete di essere totalmente soli e abbandonati nel cosmo; anche se pensate che qualunque "Dio" sia solo una ridicola invenzione, anche se NON credete a niente: il vostro ultimo pensiero sia: O Dio, se esisti, io ti chiedo: se esisti soccorri me e l'umanità. E allo stesso modo, ogni mattina, anche se NON credete assolutamente a niente: rivolgetevi a questa entità che (secondo voi) non esiste, e ditele: se esisti, è a te che affido la mia giornata e me stesso.

3. La sera dell'8 gennaio: questa sera, che precede l'arrivo del plenilunio, portate a compimento tutte queste piccole azioni che avrete cercato di sviluppare in queste giornate, eseguendo il rito di guarigione vero e proprio. Prima, quando possibile, cercate di procurarvi 3 rose bianche; con queste 3 rose farete un infuso: esattamente come fareste un the. Alla sera (prima di cena, o prima di andare a letto, quando preferite), fate un bagno (o una doccia) nel modo più rilassante possibile; mentre siete nell'acqua parlate a voi stessi e all'acqua: a voi stessi con indulgenza e fiducia, ringraziando ogni singolo organo. All'acqua affidandole ogni vostra sporcizia interiore, ringraziandola e scusandovi; e poi lavatevi. Alla fine del bagno, prima di uscire dall'acqua, versate su di voi l'acqua dell'infuso di rose. Conservate le 3 rose: le dovrete poi buttare in un corso d'acqua, o nel mare, senza dimenticarvi di ringraziare; in assenza di mare o di fiumi, le farete seccare e poi bruciare.
Il rito è finito: ma sarà più efficace se porterete con voi, nel tempo, i piccoli gesti che l'hanno preceduto: come nuove, normalissime abitudini.
Siete ancora senza lavoro, senza casa, senza fidanzato, con troppi chili eccetera? non importa: ricordatevi che non è dall'esterno che arrivano le guarigioni ma sempre dal dentro di voi. Se avrete più fiducia in voi le cose che oggi non funzionano si sistemeranno.
Tutte cazzate senza senso? Può darsi; ma se non vorrete nemmeno provare non saprete mai se invece avevo ragione.
Vi auguro un bellissimo anno, in cui voi stesse (e voi stessi..) riusciate a sorprendervi, in cui niente sia più come prima.

E poi... ah, si.. ..Ehi!! PRIMA DI ANDARVENE.. prima di disprezzare questo post; guardate questo brevissimo video.. (forse vi dirà di più delle mie parole):

"Oxum (lo spirito dell'acqua dolce, ndr) è la regina di tutte le ricchezze, è la protettrice dei bambini, la madre della dolcezza e della benevolenza; generosa e degna, Oxum è la regina di tutti i fiumi e di tutte le cascate; è vanitosa, è la più importante fra tutte le donne della città; è la Signora della fecondità delle donne; la Signora del grande potere femminile. Oxum è la dea più bella, la più sensuale di tutto il Candomblé. E' la coscienza stessa della bellezza; paziente e benevola, madre che allatta e ama".


Oxum, secondo il sincretismo africano e brasiliano, è lo spirito (Orixà) dell'acqua dolce. Insieme a tutti gli altri Orixas di natura, è a sua volta figlia di Yemanjà: lo spirito del mare e degli oceani; l'acqua che tutto nutre, accoglie, lava e purifica.

mercoledì 28 dicembre 2011

Affamarsi a morte, riflettendo su cosa sia il "peccato"

Starving to death... per la bellezza? per la perfezione? per richiamare l'attenzione? per disgusto del mondo? qualunque sia la ragione che ci inventiamo, c'è sempre sotto un INGANNO. Sotto Natale, alla fine dell'anno, quando per molti riemergono le domande spirituali, vi faccio conoscere l'esperienza di una donna teologa:
"Mi ero posta la domanda di 'cosa sia il peccato' (e cosa significhi essere un 'peccatore') ancora in seminario, come un problema teologico. Un luogo logico per una simile ricerca. Volevo sapere che cosa c'è di sbagliato in noi, tanto che violenza, degrado e ingiustizia - ad ogni scala - sembrano posti alla base dell'esistenza umana... Perché mio Dio, mi chiedevo, siamo così? COSA c'è di sbagliato in noi?
Il desiderio di capire, se non di alleviare le più grandi ingiustizie, mi spingeva a interrogarmi. Razzismo, classismo, sessismo, omofobia: queste evidenti distorsioni della nostra capacità individuale e collettiva di riconoscere e coltivare una piena umanità di noi stessi e l'un l'altro: questi peccaminosi-'ismi' esigevano un'analisi critica spirituale delle loro cause e del loro ripetersi. 
E mentre i miei impegni liberazionisti animavano la mia convinzione che simili ricerche potrebbero fare la differenza pratica, nello sforzo di interrompere i loro peggiori effetti sociali e politici, ricordo che ancora affrontavo il problema sulla base di una decisa rimozione scolastica.
I fatti: san Paolo, sant'Agostino, Martin Lutero, e anche (dato che seguivo un seminario liberale) James Cone, Rosemary Ruether, Gustavo Gutierrez; datemi i FATTI teologici.
E poi nel 1999 ho iniziato ad affamarmi fino alla morte, in un'esperienza di malattia che si infiltrava in ogni fibra del mio essere fisico, mentale e spirituale. .. Ed ecco che le domande 'cos'è il peccato?'.. 'cosa significa essere un peccatore?' divennero per me intensamente personali. E non certo perché equiparassi un disturbo alimentare, o qualsiasi altra malattia, a qualcosa di "peccaminoso". Grazie a Dio, non sono mai stata tentata di imboccare questa strada. Ma piuttosto la mia malattia mi ha permesso di affacciarmi su quel mistero: cosa significhi essere annullati da qualcosa, travolti da una tentazione, disfatti da una volontà la cui forza mi strappava dalla giusta coscienza che Dio mi aveva creato per essere nel mondo. 
E' questo, che mi ha dato un senso improvviso e viscerale di cosa c'è di sbagliato in noi. Ecco: siamo peccatori (e siamo nel peccato) quando ci mettiamo fuori, o in opposizione, alla condizione di esseri creati a immagine e somiglianza di Dio.
'E Dio vide quanto aveva fatto ed ecco, era cosa molto buona', dice la Genesi (Genesi 1:31). Ma quando si perde di vista non solo la bontà di Dio in ogni cosa, ma anche l'aspetto personale e singolare che noi stessi siamo chiamati a incarnare questa bontà per noi stessi, e l'uno per l'altro nel mondo: è questo il cadere nel 'peccato'. Noi siamo, per disegno divino, un popolo buono e amato da Dio. Ma è la nostra tendenza ad allontanarci da questa conoscenza: dal sapere che siamo spezzati in realtà, eppure amati davvero - il dimenticarsi di questo, ai livelli più profondi e intimi della nostra vita, è la sostanza del nostro disfare.
Mi ricordo come ci si sente a perdere questa consapevolezza, e lo sfondo più ampio su cui prendeva forma questa caduta. Presa nel solito sforzo di credere nell'essere amata e di metterlo in atto, da strana ragazza nera in America, un giorno l'enorme peso di questa giusta lotta è diventato insopportabile. 
'Mio Dio, come posso farcela,' ho pianto, 'quando sono così inconsistenti le affermazioni pratiche e reali della mia esistenza nel mondo?' Mi sono lasciata penetrare dal dolore del costante fallimento delle comunità cristiane... Mi sono lasciata penetrare dall'ansia intorno, e prendere dal 'disprezzo della carne', che discende in parte dall'ordine storico della tradizione. E come questi sentimenti cominciarono a radicarsi in me ho perso il sentiero che porta all'abbraccio sempre pronto di Dio. Invece ho cominciato a desiderare di rimodellare attivamente il mio essere come qualcosa di piccolo, affamato e in via di sparizione sotto lo sguardo cieco di quasi tutti intorno a me.
Un disturbo alimentare, non altrimenti specificato, fu la diagnosi ufficiale. E oggi, oltre un decennio più tardi, quando posso affermare di aver superato quell'esperienza, non discuto gli interventi medici che mi hanno salvato la vita. Ma c'è anche quella parte della storia che chiede di essere raccontata al di là delle etichette cliniche e del tipo di articolazione teologica su cui riflettevo inizialmente.
Il modo migliore per parlarne pienamente non mi è ancora chiaro, ma 20 anni dopo aver iniziato a chiedermi cosa sia il 'peccato' e essere un 'peccatore', ora so quanto contino le nostre piccole storie, apparentemente private, di contrizione e vergogna; so quanto contino la paura e il desiderio. Sono importanti, non perché siamo chiamati a gettare colpa su noi stessi, o su chiunque altro a causa loro. 
Ma perché ci accecano (ndr). 
Noi siamo invece chiamati come popolo, spezzato nei fatti, ma amato davvero, a testimoniare di tutto ciò che siamo: della pienezza e della ricchezza del Creatore". (Lisa Anderson)
L'articolo originale è: "Meditating on sin at the end of the year" (Huffington Post).

martedì 6 dicembre 2011

La verità: anoressiche 2 ballerine su 3.

Pochi giorni fa un articolo del Guardian ci informa che, a quanto pare, una danzatrice della Scala su 5 sarebbe anoressica. Ma i conti non tornano. 
Sempre Mary Garret (alias Maria Francesca Garritano, intervistata dal Guardian), ci spiattella che "7 ballerine su 10 non hanno più il ciclo per via delle diete punitive a cui si sottopongono", e racconta: "quando ero adolescente gli istruttori mi chiamavano 'mozzarella' o 'gnocco cinese' davanti a tutti: limitai così tanto il cibo che le mestruazioni mi saltarono per un anno e mezzo, a 16 e 17 anni, e scesi a 43 chili. Mangiavo una mela e uno yogurt al giorno, affidandomi all’adrenalina per superare le prove". E aggiunge: "Troppo spesso le maestre sono ex ballerine frustrate che fanno agli altri quello che hanno subito: i genitori, pensando che le loro figlie siano in buone mani, perdono i contatti con loro e le ragazze instaurano una relazione religiosa con lo specchio degli esercizi, i loro insegnanti e il pubblico". 
Per cominciare, a Maria Francesca io scriverei un bel ringraziamento. Grazie carissima, ti adoro, e hai ragione a parlare: perché LA VERITA' RENDE LIBERI.
Già.. infatti già l'anno scorso Mary Garret aveva scritto un libro sul vero mondo della danza, per salvarsi, dice, "dal tunnel di frustrazione, insoddisfazione e finzione in cui il mondo in cui lavoro mi ha lentamente spinto. Un giorno ho trovato in camerino una lettera del nostro addetto stampa che ci comunicava la presenza di un fotografo dietro le quinte per un libro dedicato ad una delle nostre Prime Ballerine... mi è scattata una sorta di ribellione e mi sono detta: 'Ma che libri e libri fasulli sulla danza... sempre la ballerina perfetta, il mondo perfetto. Bisognerebbe fare un libro che faccia vedere che le cose stanno diversamente'. Così è nata la mia idea di liberarmi una volta per sempre attraverso la mia Verità".
Ma, anche, scriverei alla direzione della Scala per chiedere un'ispezione.
Reclamo una bufera su questi "istruttori" e sull'ente della Scala nel suo complesso.
Mi auguro che, prima o poi, questa bufera monti improvvisa e butti giù la ignobile piramide degli operatori che la alimentano e la compongono,  e relativi indotti senza scrupoli: dagli sfruttatori di ogni business (dalla moda allo spettacolo), ai "guru che fanno tendenza", ai pubblicitari, ai giornalisti di moda. Via, spazzati via. Inghiottiti in un buco nero più potente di quello che creano ogni giorno con i loro gorghi.




giovedì 1 dicembre 2011

La denutrizione del cuore conduce alla bulimia fisica

Vi siete mai chieste se c'è un nesso, fra il senso di vuoto che scava dentro, e la mancanza di ideali?
Quel vuoto che conduce prima a volersi azzerare come ente "fisico", attraverso l'anoressia, e poi consegna alla fame inestinguibile della bulimia, ha qualcosa a che vedere con la mancanza di speranza nel futuro? Non so.. sentite un po' qui..:
"Noi ci sentiamo DENUTRITI perché non abbiamo ideali: i giovani NON possono averne, di fronte allo spettacolo della sola politica che conosciamo, che non ci piace e non ci interessa.
Noi vogliamo una politica nuova perché capace di tenere conto della complessità: bisogna rifondare la visione del mondo, e gli atti di ciascuno, sulla consapevolezza che siamo parti di un solo organismo: solo di conseguenza la politica sarà nuova e capace di cambiare le cose. Noi sentiamo il bisogno di unirci, esplicitamente, sotto la parola d'ordine della coesione sui valori dell’ETICA e della RESPONSABILITA’ perché sappiamo che se i valori sono reali, e non vuoti, è da essi che DISCENDONO le cose. 
E i veri valori non ci si può limitare a esigerli: vanno in primo luogo espressi attivamente, in un fare eticamente trasversale, ispirato a un vero rinnovamento, anche, della mentalità individuale - nel pieno senso del concetto gandhiano: cambiare se stessi per cambiare il mondo. Insomma: vogliamo qualcosa che sia capace di andare ben OLTRE alla vecchia concezione di partiti, e sindacati: qualcosa che sia capace di trasformarli, di rinnovarci tutti. We want CHANGE".

venerdì 25 novembre 2011

martedì 15 novembre 2011

Dead drop anzi, death drops

Ehi, come state? Stasera vorrei sottoporvi una pubblicità: la campagna della Dead Drop (sfigata marca britannica in cerca di celebrità), che gronda veleno come molte altre: diciamo pure come la quasi totalità delle passerelle che vengono tranquillamente osannate senza battere ciglio. La novità è che, questa volta, è stata saggiamente stroncata come "socialmente irresponsabile".
La replica dell'azienda: "le accuse dell'Asa sono irragionevoli: la modella è in forma e ha una dimensione standard del fisico". Morale: non si tratta semplicemente di idioti, ma di gente veramente di merda, altre definizioni non ce ne sono. Oltre a censurarne la pubblicità questa marca andrebbe decisamente boicottata; né più né meno come quella di quegli altri delinquenti che si sono recentemente pubblicizzati con foto di bambine agghindate per pedofili. Senza se e senza ma, punto.

venerdì 11 novembre 2011

11-11-11: ecco cosa succede

Astenersi blackbloc. 
Ai link seguenti trovate notizie su vari eventi in diverse città; e sono solo alcuni... in realtà saranno molti di più.
Roma, e ancora Roma
Milano, e ancora Milano, e ancora Milano, e ancora Milano.. e infine, sempre a Milano: h.18,30: MED MOB in Piazza dei Mercanti: flash-mob di meditazione! 
e h. 19,30: Flash Mob Per la Pace tra Piazza Mercanti e Piazza Duomo.
e poi..
Alessandria
e.. Puglia
Monza
Napoli
Padova
Palermo
Perugia
Rimini
Rionero
Salerno
Sassari
Taranto
Torino
e ancora Torino
Trapani
Treviso
Trieste
Udine
Urbino
Varese
Viareggio
Voi ne avete sentito parlare sui giornali e ai telegiornali? ma anche sui siti deputati a fare l'informazione "alternativa"? C'è una cosa di cui possiamo star certi: comunque andrà oggi, mai "evento" si è fatto più DA SE'... sorgendo letteralmente da solo e spontaneo, come l'erbaccia che resiste in città.