lunedì 9 maggio 2011

Mammina cara

Mamma ti amo, mamma ti odio, mamma ti vorrei strozzare, mamma ho bisogno di te, mamma non capisci un cazzo, mamma non ti ho chiesto di nascere, mamma se solo invece di gridare mi stringessi al tuo petto così, senza dire niente. 

Figlia se solo sapessi, se solo sapessi quanto sono uguale a te, quanto mi manchi, cosa darei per saperti parlare.
bè.. come ve la siete cavata nel giorno della festa della mamma?

lunedì 25 aprile 2011

Taglia trentotto


Ma voi, questo libro, lo avevate notato? è uscito ormai da sei mesi, ma non mi sembra di avere visto recensioni sui vostri post.. cosa ne pensate?
E' un libro che parla esattamente di VOI, perché Stefania parla esattamente di sè. Le stesse giornate, gli stessi pensieri, le stesse paure, le stesse... SE DEVO DIRLA TUTTA NON PENSO CHE VI FACCIA BENE LEGGERLO.
E' una fotocopia degli stessi deliri che già si vedono in tanti blog.
Mi piacerebbe vedere una recensione su Vogue. Mi piacerebbe che lo leggesse quell'irresponsabile della signora Franca Sozzani. Ma mi sa che non le farebbe né caldo né freddo. Tutte cose che conosce già benissimo.
Qui la SCHEDA LIBRO. Qui una RECENSIONE.

Io vi amo veramente molto

Sapete una cosa care ragazze (e ragazzi, certo). Come avrete notato, ultimamente passo molto di meno dai blog (compreso il mio); e una delle ragioni è che se ci passo non riesco più ad andarmene.
Vorrei parlare con ciascuna di voi, fermarmi a leggervi (cioè a chiaccherare) e se serve a rincorrervi - il che entra in aperta contraddizione con altri impegni a cui non posso sottrarmi.
Blondie, mi sento in colpa per non avere ancora risposto al tuo commento al mio post precedente.. eppure è una delle cose più commoventi e che mi fa più felice fra quelle vissute qui, insieme a voi - e anche in assoluto.
Ma lo stesso desiderio avrei di rispondere ad Aisling, Priccina, Kore e le altre.. e ad "anonimo", che scrive 'Sono infelice. Lo dico qui perchè mi sento pazza'. E io resto lì, con uno slancio che sbatte contro il niente: vorrei abbracciare quell'anima senza faccia, senza nome.. Chissà se le arriva, uno schizzo dei miei sentimenti.
Bè i vostri mi arrivano; ringrazio tutte, tantissimo: quelle che passano ogni tanto, e quelle che mi lasciano anche un brandello dei loro pensieri.

E ora... ah si veramente ero venuta con l'intenzione di dire un'altra cosa, adesso vado a fare il post. :-)

lunedì 11 aprile 2011

Blogging is good for you: il valore terapeutico del blogging

Questo articolo dello "Scientific American", anche se non è di oggi, dice qualcosa non solo di molto importante, ma anche di sempre più attuale.
Ve lo segnalo in relazione a quanto già detto nel post sulla vergognosa iniziativa di Vogue, che mira a "combattere l'anoressia" non solo assolvendo tutto il Fashion System dalle proprie orribili responsabilità; ma (quel che è peggio) invocando una NUOVA LEGGE PER CENSURARE i contenuti del web.
Ora, venendo all'argomento in sè, "gli scienziati affermano che la diffusione della blogosfera potrebbe essere legata alla necessità di automedicazione e si sono ripromessi nuovi studi per capire le basi neurologiche implicate. L’atto di scrivere attiva una serie di reazioni neurologiche che sono perlopiù ancora sconosciute nei loro meccanismi. Il blogging quindi può dare spazio all’espressione della propria psiche nel rivelare le nostre interiorità ed a migliorare il nostro benessere psicosomatico, in particolare nelle condizioni di sofferenza che coinvolgono l’intera persona" (come scrive sul tema Innernet).
Ricordatevi però che se qualcosa può innescare interazioni neurologiche, se usata in un certo modo lo può fare in positivo, usata diversamente può seriamente innescarne ANCHE in negativo. La proposta è che ciascuna si faccia un bel ripensamento su come usare il proprio blog, chiedendosi cosa vuole ottenere davvero.. espressione, comunicazione con altri, autoaffermazione, crescita... o infelicità incolmabile, nebbia che si taglia col coltello, desolazione da sfigati.

giovedì 7 aprile 2011

Fabiola De Clerq con il PDL?


Lo so che NON E' VERO. Non ci credo, non ci credo e NON CI CREDO.
Credo che nessuno, quanto Fabiola De Clerq, sia cosciente di quanto la cultura berlusconiana abbia nutrito, e NUTRA sempre di più, con il suo fertile humus di vuoto esistenziale e capovolgimento di valori, i disturbi alimentari in tutta la loro variegata manifestazione.
Di questo, proprio lei molto ci ha fatto capire e ci ha insegnato. 
Eppure, ora ha consentito di essere messa fra i nomi di una lista a sostegno del Sindaco Moratti: cioè del partito berlusconiano a Milano.
Qualcuno mi ha detto: "è stato un atto di autodifesa, troppe le difficoltà della struttura, che rischiava di chiudere". 
Ok: chiunque capisca qualcosa di politica sa che certe strutture, SE NON accettano certi ricatti, muoiono - e l'Aba se l'è cavata per troppi anni da sola, fra mille difficoltà economiche.
Chi conosce il lavoro dell'Aba sa che una simile "adesione" non è a un partito né a dei valori, ma non può essere che un atto opportunistico dettato da gravi necessità.
Ma non solo questa spiegazione non mi basta: penso seriamente che, PROPRIO per questo, sarebbe necessario dire NO, e denunciare a gran voce la mancanza di sostegno da parte delle istituzioni.
Mi dispiace così tanto Fabiola... questa notizia è una sconfitta per tutti, tranne che per il Partito della Menzogna.
Mi sento sconfitta, enormemente dispiaciuta e sola, e non sono l'unica a sentirsi così.

Fa male al cuore, troppo male al cuore, vedere il suo nome accanto a gente come la Vanoni e compagnia bella, nell'avvilente commedia che è la vita politica di questo triste Paese.

L'ITALIA E' IN CROCE; e noi con lei. 
Se passate da Milano, vi invito tutti a un pellegrinaggio a questa installazione di Gaetano Pesce; bella, triste, veritiera.

sabato 26 marzo 2011

Petizioni grottesche: la Sozzani e Vogue "contro" l'anoressia invocano la censura sui blog pro-ana

Abbiamo perso il senso dell'assurdo, ve ne eravate accorti? Non bastava la pletora di governanti che paiono figure grottesche tratte da film di satira estrema, né i fumetti catastrofici degli anni Cinquanta che irrompono nel nostro quotidiano con maremoti, montagne che si sgretolano e invasioni degli ultracorpi.
Ora le riviste che per decenni hanno fomentato instancabili l'anoressia scendono anche in campo con crociate pro-censura scatenandosi contro le loro stesse vittime e i social network che sarebbero i nuovi "responsabili" del dilagare dei DCA. E' grandioso. La signora "le ragazze oltre la 44? Che si arrangino!" [Sozzani durante intervista alle Invasioni Barbariche], trascinando impavida un travone di svariati quintali infitto nell'occhio, con le sue unghione uncinate ravana nelle orbite delle sue stesse vittime alla ricerca di colpevoli pagliuzze. La malafede della signora è tutta qui, in questa sua stessa frase: "le modelle, come ho già detto più volte, sono per lo più naturalmente longilinee ed esili per costituzione, essendo ancora acerbe e adolescenti e non formate. L'immagine che diffondono è comunque di una magrezza spesso a volte (spesso o a volte, signora Sozzani?) eccessiva, ma sono gli stessi stilisti a rifiutare quelle che si capisce che hanno dei problemi nutrizionali".
Ma quando mai, signora Sozzani? Tutti sanno che è l'affermazione più assurda che si possa fare, ma chissene frega? La faccia tosta nello sparare balle del nostro presidente del Consiglio evidentemente ha fatto scuola.
Ora... care ragazze, voi siete svitate e complici dei vostri aguzzini, ve l'ho sempre detto. La profusione dei "vostri" blog (quelli che si avvitano su messaggi malati) fa male a voi e al mondo.
Ma come si fa a pensare che la censura possa risolvere qualcosa?
Devo dire la verità, signora Sozzani, è una cosa bellissima che le riviste di moda si schierino contro l'anoressia. Ma chi deciderà, sig.ra Sozzani, quali blog sono pro-ana e quali sono solo sfoghi ansiosi perché ci si avvita nel binge e nella bulimia conclamati, che le riviste come la SUA hanno seminato coscienziosamente per decenni? Lo deciderà lei?
Perché se dovessi deciderlo io credo che se la sua petizione avesse successo forse farei chiudere PROPRIO i siti di moda come il suo: quelli che postano instancabili milioni di thinspo, alimentano cinicamente il ridicolo mito della "magrezza costituzionale", inchiodano le ragazze a un'ansia insormontabile, all'obbligo dell'invidia, della miserabile mitologia del "successo", della denutrizione culturale e spirituale. E intanto muovono un sacco di grana; come ne muoverà anche questa trovata, che scatenerà sul sito di Vogue uno tsunami di click (compresi i nostri) e relativi introiti pubblicitari.
Perché l'anoressia è un business, cara signora, e la sua rivista fa organicamente parte di QUEL business.
Riguardo a voi, ragazze, a vostra discolpa posso dire che almeno voi lo fate gratis. Nel business fate la parte dei consumatori spennati che diventano testimonial dei propri aguzzini. Certo... inutile nascondere la testa sotto la sabbia - molti dei "vostri" blog (mi scusino quelle che lottano, sempre attente a non trascinare altre in un delirio) sono davvero
istigazioni costanti che per persone in bilico possono essere letali.
E allora questo tipo di blog chiudeteli davvero! Rinnovatevi. APRITENE DI NUOVI.
Fate piazza pulita di incitazioni all'autolesionismo, apritene di nuovi, in cui parlate di VOI, delle cose vere. Delle relazioni intorcinate che rifiutate di affrontare rifugiandovi in cazzate come il calcolo delle calorie.
LO STESSO AUGURIO FACCIO ALLA SOZZANI... SI RINNOVI, SIGNORA!
Ben vengano le petizioni contro l'anoressia, e anche le battaglie intorno ai siti pro-ana, ma che le armi non siano poliziesche. SI RINNOVI, SIGNORA. Faccia piazza pulita, invece, di BMI 16 e 17, di incitazioni continue a un'emulazione suicida. Non basta, sa, avere una sezione "curvy"; se possibile fa solo peggio. Si tolga il travone, faccia un po' di autocritica, altrimenti è meglio se sta zitta.
Autoassolversi così è una vera caduta di stile. E sa che le dico? anche nascondersi dietro le gonne dell'Aba,che, mi consenta, è ben altro pulpito da cui viene (e dunque può venire) la predica.